L'ESPERIENZA DI UN
OBIETTORE
La scelta di essere Obiettore di Coscienza per molti ragazzi è e
rimane un espediente per evitare il servizio militare, per altri è
un alternativa che li può mantenere vicino casa; io posso dire con
sincerità che la mia domanda di prestare il servizio civile era, ed
è tuttora fondata su idee ben precise riguardo al ruolo che ho o
almeno mi piacerebbe avere nella società.
Non sempre è facile, almeno per me, ma penso anche per altre
persone, riuscire a vivere la propria vita serenamente affrontando
i problemi che tutti ci troviamo davanti, che siano più o meno
importanti. Penso che a molti piacerebbe una persona in grado di
cambiare qualcosa nella società che lo circonda e di cui fa parte;
essere qualcuno che riesce a migliorare la propria vita e magari
quella di altre persone, anche solo per poco, perché se è vero che
tanti problemi non possono essere risolti possono almeno essere
dimenticati per un breve lasso di tempo. In questi dieci mesi di
servizio civile che ho passato al Centro Diurno sono venuto a
contatto con una realtà che prima non conoscevo, almeno così da
vicino; quella degli anziani, dei loro problemi, per me piccoli o
meglio, distanti, ma che ora vedo con occhio diverso e anche quella
delle loro famiglie che al contrario di me non finiscono il loro
compito dopo dieci mesi.
E’ difficile descrivere tutti i vari aspetti del volontariato che
ho conosciuto e che mi hanno colpito, molte volte sorpreso, durante
il servizio, Forse l’esempio più importante l’ho trovato nelle
persone con cui sono stato più in contatto, le Assistenti di Base
de CD, che nonostante i problemi da affrontare giornalmente, sia
privati che nel nostro lavoro, ho visto molte volte pronte a dare
qualcosa di più. Sforzi totalmente gratuiti, e non sul piano
materiale. Ho visto dal loro comportamento e quello di altri,
volontari e non, che esistono veramente persone che sono realmente
in grado di cambiare qualcosa della propria vita. Può sembrare un
punto di vista banale, scontato o buonista, ma credo che rendersi
conto della vita altrui non sia poi così semplice; molti si è
portati a andare avanti anche di fronte alle disgrazie degli altri,
sia per impotenza che per aut autodifesa e se questo è anche in
parte giusto per poter vivere la propria vita, è necessario che ciò
non diventi indifferenza verso gli altri.
Sono sicuro che avere scelto di essere un Obbiettore di Coscienza è
stato un passo in una giusta direzione, almeno per la mia visione
di vita. Ho avuto la fortuna di capitare in un associazione che non
avevo inizialmente scelto, in un ambiente che non conoscevo e che
mi ha mostrato come posso continuare in quella direzione.