….’Destare entusiasmo e desiderio di migliorare’ (estratto della Relazione Morale del Presidente – anno 2002)

Care Consorelle, cari confratelli,
Questa mia relazione è volta a ringraziare tutti, Soci e simpatizzanti della nostra comunità; è senz’altro vero che ognuno, in base alle sue possibilità ha donato - con operosità e dedizione - qualcosa di proprio alla Misericordia e perciò merita un sincero ringraziamento sia da parte mia che da parte dell’associazione.
Qui ognuno dona al servizio quanto la propria vita familiare e professionale permette di donare. La realtà è che tra noi, nessuno è un professionista del servizio, c’è solo gente che serve per il piacere di servire e non agisce per il mero desiderio di apparire.
Sono grato a tutti quanti sono in grado di offrire un aiuto – anche minimo – alla vita della Misericordia, ma in particolar modo mi sento debitore di tutti coloro che offrono il loro tempo per il prossimo: è grazie a queste persone che ho potuto godere di un punto d’osservazione privilegiato ai fini di una piena percezione dei valori fondamentali del fenomeno “volontariato”.
Ho conosciuto un’associazione che ha scoperto ed esaltato i valori umani.
Ho visto persone, d’ogni estrazione sociale, avere uno scopo comune nell’aiutare il prossimo sofferente, bisognoso ed emarginato.
Ho visto persone che hanno accettato, senza aspirare a nessun riconoscimento, la mentalità del “dovere” non accampando altro “diritto” se non quello di servire liberamente.
Ho visto praticare la comprensione, dimostrare umiltà e tolleranza.
Queste persone tengono sempre a mente i vecchi fondamentali principi della nostra associazione che fanno capo alla solidarietà, al rispetto, all’amicizia attuata in senso semplice e reale in ogni ambito della nostra vita e non solo da mostrare nelle grandi occasioni.
La mia relazione di quest’anno contiene dunque solamente questo pensiero, una riflessione sugli atteggiamenti più diffusi e sulle linee di tendenza del nostro volontariato e delle popolazioni che ci circondano.
Ognuno di noi ha dentro di sé un po’ d’amore per il prossimo e per la propria terra; chi di noi non si commuove davanti al dramma delle popolazioni colpite da calamità naturali, e chi non aiuterebbe un bimbo affamato o un vecchio emarginato. Ma questi nostri innati sentimenti di “compassione” (che significa proprio “patire insieme / patire con qualcuno”) sono spesso destinati a rimanere nascosti nelle pieghe della nostra coscienza e relegati in un angolo dallo scorrere sempre più frenetico ed egoista della nostra vita quotidiana.
Sentiamo spesso parlare di crisi del volontariato, ma le associazioni di volontariato - ed anche la nostra non fa eccezione - sono presenti anche per valorizzare ed esaltare la parte migliore di noi stessi. Proprio per questo anche la nostra Misericordia, deve aiutare a trovare il meccanismo giusto per liberare, impegnare ed organizzare questa celata parte migliore di noi, questa grande potenzialità all’amore insita in ciascuno di noi.

Il decennio che è appena trascorso è stato denso di impegno e di buona volontà: i risultati raggiunti costituiscono un patrimonio da ricordare, illustrare e rendere esemplare.
Tutti in futuro dovremo dedicarci a proseguire nella salvaguardia di questo patrimonio che esige la rivitalizzazione di una grande eredità morale, ma anche la valorizzazione e rinascita di quei sentimenti e quegli entusiasmi che ci hanno portato fin qui.
La mia raccomandazione per riuscirvi è: cerchiamo di essere uniti!
Uniti nelle nostre diversità (è chiaro!), uniti nei nostri traguardi, tutti assieme, tutti ugualmente importanti.
Dovremmo continuare ad essere un’associazione capace di “donare” e “servire”, ma anche di illuminare i sentieri che la vita moderna ci sfida a percorrere.
Accogliamo questa sfida, allora, ed al di là delle nostre tradizionali attività istituzionali apriamoci ad un volontariato ancor più propositivo destinato prioritariamente ad una decisa partecipazione alla vita della comunità.
Credo sia necessario intraprendere nuovi percorsi in sintonia con i tempi, verso un volontariato sicuramente gradito ed apprezzato anche dalle Istituzioni, per le quali – in taluni casi - rappresenta un valido partner.
Frequentando gli ambienti nazionali del volontariato si ha sempre più frequentemente la netta sensazione che stia nascendo un nuovo modo di pensare e di essere un volontario. Un modo più consapevole, più impegnato, più coerente con il nostro codice morale, con le nostre finalità e con la nostra missione.
Noi, oggi, abbiamo bisogno di destare entusiasmo e desiderio di migliorare, di volare alto, pur rimanendo coi piedi saldamente ancorati alle nostre tradizioni e al nostro passato.
Il mio augurio per il nostro futuro consiste in un sincero invito ad una concordia che consenta di raggiungere questi obbiettivi. Cerchiamo dunque, per il futuro, d’essere più uniti e cerchiamo tutti, con un cuore solo, di costruire un domani ancora migliore.
Arnaldo Bartolomei