IL CENTRO NON E’ UN’ISOLA

Sono oramai trascorsi quasi cinque anni da quando la nostra Associazione ha deciso di dedicare un piano della sede ad un centro diurno e, così facendo, di percorrere un tratto di strada della nostra esistenza assieme a quegli anziani che, per motivi diversi, hanno pensato di trascorrere qui da noi le loro giornate.

Sono stati anni impegnativi per tutti: per la nostra Associazione che ha sostenuto, e creduto fortemente in questa iniziativa impiegando in essa risorse ed energie non indifferenti, e per coloro che operano ed hanno operato direttamente e indirettamente all’interno della struttura “inventandosi” un servizio che non esisteva, interpretandone al meglio lo spirito ed i valori.

Quello che abbiamo acquisito in tutti questi anni è un bagaglio di esperienza di tutto rispetto, frutto di impegno, di errori, di costanti verifiche tese ad un continuo miglioramento. Questo è un patrimonio che appartiene comunque ad ognuno di noi.

Oggi potremmo elencare voci e numeri divenuti nel tempo importanti e che aiuterebbero a quantificare in termini numerici il frutto di questi sforzi: i chilometri percorsi dai nostri mezzi tutti i giorni, il numero dei viaggi, dei bagni assistiti, dei pasti e così via.

Questa operazione potrebbe farci pensare in maniera distaccata a questa realtà e potrebbe accadere di essere portati a pensare che certe “cose” esistano di per sé, perché oramai ci sono o che per il solo fatto che esistono, continueranno ad esistere sempre.

Ma se proviamo a riflettere su questa realtà in maniera diversa ci potremmo rendere conto anche di quanto “bene” sia in gioco ogni giorno e di come sia impossibile quantificarlo. Pensiamo a quante situazioni difficili abbiamo saputo dare una risposta, a quanto dolore abbiamo saputo dare sollievo ed a quante preoccupazioni una via di uscita. Spesso le famiglie quando arrivano al nostro Centro portano con sé un grosso carico emotivo: sono provate dalla fatica per soluzioni a problemi cercate e non trovate, lacerate e combattute dalla difficoltà di una scelta che ha il sapore di un abbandono.

Forse con questa chiave di lettura possiamo scoprire il centro come una esperienza di vita che appartiene a tutti ed in questo senso credo che ognuno possa fare e dare qualcosa.

Le storie di molti anziani si sono intrecciate in maniera indissolubile con la nostra, in qualche maniera ci appartengono e ciascuna di esse merita ed ha meritato il nostro rispetto e la nostra attenzione.

Come Associazione abbiamo semplicemente tentato di dare una risposta.

Ma la cosa che trovo comunque importante è che non abbiamo mancato questo appuntamento, siamo stati pronti ed attenti. In fondo è in questo che giochiamo il nostro essere uomini e cristiani: offrire il nostro contributo, qualunque esso sia, per far si che il mondo in cui viviamo sia migliore di come lo abbiamo trovato.

Non voglio fare della stucchevole retorica, ma credo veramente che tutti dobbiamo sentirci un po’ orgogliosi, fosse solo per il fatto di appartenere ad una associazione che ha realizzato questo servizio, o di avervi contributo attraverso quei piccoli, silenziosi gesti quotidiani ma ricchi di significato che ciascuno, anche inconsapevolmente, ha voluto donare.