DIECI ANNI…… E NON SOLO!


Quando ci siamo incontrati ad ottobre col gruppo della redazione di questo giornalino, mi è stato chiesto di scrivere un articolo come volontaria che potesse ripercorrere la vita della nostra associazione in questi suoi primi dieci anni di vita. Pensandoci attentamente, credo che sia più giusto partire da qualche anno prima, perlomeno da quando ho iniziato in modo più assiduo a partecipare alla vita della Misericordia. Credo sia importante perché erano gli anni in cui da poco era stata lasciata la “storica “ sede di via Trieste, che io ho frequentato poco, giusto in occasione della Befana o di qualche occasione estiva particolare, ed erano gli anni in cui tutta la vita dei confratelli si svolgeva in una stanza poco più grande di venti metri quadrati, con una camera e una terrazza in cui si stava sia in inverno che in estate. Niente a che vedere con la nostra attuale sede, anche se a volte abbiamo il coraggio di affermare che mancano stanze! Non mancavano quindi le difficoltà per convivere insieme in un luogo così piccolo, ma credo di poter dire che nessuno di noi si sia mai lamentato anche perché siamo sempre stati impegnati oltre allo svolgimento dei servizi quotidiani, anche all’organizzazione delle varie manifestazioni che ancora oggi continuiamo a svolgere, come il Babbo Natale, ideato da un piccolissimo gruppo di volontari che col loro entusiasmo sono riusciti a farlo diventare un appuntamento a cui non possiamo sottrarci.
Dopo un po’ di tempo, venne il momento di lasciare quella sede, e il comune ci concesse l’uso dell’Arlecchino, anche lì non eravamo in una sede paragonabile alla nostra attuale, ma almeno lo spazio non mancava e fu sicuramente un momento importante perché diversi ragazzi si avvicinarono alla vita della Misericordia.
Di volontari in questo periodo ce ne erano davvero tanti, e di tutte le età: quelli “anziani” che erano sempre pronti a riprendere i ragazzi che non erano di certo facili da “domare”, quelli “adulti”, impegnati in parte nel sanitario e in parte con incarichi nel Magistrato, che era sempre quello della Misericordia di Camaiore, o nel Comitato, che si era formato proprio per preparare il distacco e la costituzione della nostra associazione come ente autonomo. C’eravamo poi noi ragazzi, per lo più minorenni, che passavamo ogni momento libero in sede, aspettando la chiamata per partire a sirene con l’ambulanza e cercando sempre di battere in velocità altre associazioni.
Arrivò poi il 1994, anno che a dire importante è sicuramente riduttivo per la Misericordia del Lido, infatti si costituì come associazione autonoma e ci fu il trasferimento nella nuova sede, in cui era ultimato solo il piano terra, e dove fummo tutti impegnati sia nelle pulizie che negli ultimi montaggi degli arredi.
Da quell’anno, credo che la vita della nostra associazione sia stata sempre in salita, sia come difficoltà nel riuscire a perseguire gli obiettivi fissati che non erano di certo così semplici, sia come successi acquisiti, che vanno dalla struttura stessa che abbiamo, ma anche alle scelte effettuate per quanto riguarda gli ambiti di intervento.
Di sicuro il cambiamento più forte, soprattutto per i ragazzi, è stato con l’introduzione del 118, che ha smistato i medici DEU secondo linee diverse da quelle che c’erano in precedenza, creando così in zona associazioni che non hanno la possibilità di poter fare emergenze col medico a bordo.
Questo fatto in un primo momento ha sicuramente portato molti problemi, anche e soprattutto nei volontari del settore sanitario che si sono sentiti messi da parte rispetto ad altri “colleghi” di altre associazioni. Oggi, però, valutando la situazione che si è creata, credo veramente che per noi non sia andata così male, infatti credendo molto nell’importanza della preparazione dei nostri volontari, non ci siamo mai persi di coraggio per poter effettuare servizi in emergenza, anche senza medico, in modo più professionale possibile. Ed è proprio per questo che stiamo valutando la possibilità di acquistare ambulanze nuove, proprio perché abbiamo capito che le nostre capacità le dobbiamo sfruttare al meglio.
Per quanto riguarda i volontari, ripercorrendo questi anni, ci rendiamo conto che molti si sono persi per la strada, ma è anche vero che molti altri ne sono arrivati, ma penso sia la caratteristica principale delle associazioni come la nostra, . Credo quindi che non sia giusto guardare ai tempi passati, rivangando tutti coloro che si sono allontanati dalla nostra realtà, perché se lo hanno fatto avranno di sicuro avuto motivi personali, è invece importante guardare al futuro, anche perché abbiamo molto spazio a disposizione nella nuova sala e sono aumentati i momenti in cui è possibile poter stare insieme per una cena ma anche per una semplice partita a calcetto balilla, rendendo di nuovo la nostra sede viva e attiva come lo era quando eravamo in ambienti più vecchi e meno ospitabili.