relazione morale


Cari consorelle e confratelli, il “giro di boa”, come si suol dire, è passato da tempo!
Tra poco più di sei mesi saranno indette nuove elezioni per il doveroso avvicendamento delle cariche.
Ripensandoci, mi rendo conto che, questi ultimi anni sono volati via così in fretta da non aver avuto il tempo di accorgersene.
Anche gli eventi si sono susseguiti ad un ritmo così incalzante tanto che certe volte ho creduto di averli sognati.
Beh!…ma noi tutti siamo un po’ sognatori!
I nostri sogni, però, si sono sempre tramutati nella conquista di importanti obiettivi, che con coraggio, caparbietà ed impegno noi abbiamo voluto realizzare ad ogni costo.
Io credo, che tutto questo è stato reso possibile dal nostro lavoro, un lavoro di squadra, concepito e costruito mediante un proficuo dialogo ed un genuino confronto di idee.
Amici…se vogliamo proseguire sulla strada fin qui intrapresa, che ci porterà indubbiamente a raggiungere altri importanti e gratificanti obiettivi, in ogni circostanza dobbiamo continuare ad essere disponibili ad un dialogo aperto e sincero per superare, sul nascere, qualsiasi incomprensione.
Rammentiamo, comunque, che il dialogo è proficuo esclusivamente quando avviene in un contesto di reciproca tolleranza e disponibilità a considerare le contrapposte “verità”.
Gandhi, autorevolmente, ha definito la verità come quello che la voce interiore ci dice.
Persone diverse possono pensare verità diverse e contrarie, con la conseguenza che ciò che risulta essere verità per qualcuno può rappresentare una grande menzogna per altri.
Ma…nessuno di noi è detentore della “verità” e sempre secondo Gandhi “nessuno trova la verità” assoluta e sempre secondo Gandhi “nessuno trova la verità” a meno che non possieda un grande senso di umiltà.
Ecco amici, proprio l’umiltà è il dono che dovrebbe permeare ogni momento della nostra vita!
Più facile a dirsi che a farsi!…non lo nego…,difatti nonostante tutti i buoni propositi, che stanno alla base soprattutto della nostra etica di “confratelli”, siamo tuttavia essere umani che vanno avanti tra una debolezza e l’altra riuscendo raramente a sfuggire a qualche “puntatina di orgoglio”! Ma un pizzico di umiltà è qualcosa che possiamo, se vogliamo, raggiungere con un minimo sforzo!
L’impegno che dobbiamo assumere per giungere alla realizzazione dei nostri scopi non deve farci dimenticare la qualità della nostra partecipazione all’Associazione, partecipazione che si deve concretizzare alla luce dei principi etici (e direi anche morali) che sono per noi fondanti.
Dobbiamo tenere a mente che il dialogo ha un valore positivo solo se si sviluppa nella fase propositiva dei vari progetti mediante l’esposizione delle proprie idee, ed è umanamente ammissibile che, in tale sede, venga fatto tutto il possibile al fine di dimostrare la validità delle proprie argomentazioni.
Quello su cui dovremmo essere più cauti è, piuttosto, l’abbandonarsi troppo facilmente a critiche postume!
Amici, è sufficiente guardarsi attorno per vedere quanto abbiamo realizzato in pochi anni.
Il nostro percorso, però, non è ancora concluso e tanto rimane ancora da fare.
Per tale motivo dovremmo essere ancora più motivati ed avere tanta voglia di fare per creare una immagine sempre migliore della nostra Associazione.
Chiaramente, allo scopo, non basteranno solo i buoni propositi ed il riempirsi la bocca di parole altisonanti quali: solidarietà, carità, accoglienza o tolleranza.
Il nostro obiettivo dovrà essere unicamente quello di programmare AZIONI che consentano di raggiungere METE importanti.
Per fare questo occorre il contributo e l’appoggio di tutti perché, da sempre, è noto che è “l’unione che fa la forza”.
Poco fa ho parlato della velocità con cui sono trascorsi questi anni, senza aggiungere, che a pensarci bene, essi mi hanno mostrato pure la difficoltà di presiedere una Associazione come la nostra.
Giocano a sfavore l’immane quantità di programmi da attuare, la fragilità delle strutture interne e la ridotta disponibilità di mezzi finanziari rispetto agli obiettivi possibili, nonché la necessità di agire coniugando concezioni ed esperienze diverse.
Se questi fattori tendono, a volte, ad incidere negativamente sulla volontà di impegnarsi, ve ne sono altri, fortunatamente preponderanti che la facilitano.
Uno fra tutti, la potenzialità umana della nostra Associazione costituita da uno straordinario gruppo di volontari.
Se presiedere la nostra Associazione può risultare difficile è vero anche che farlo è e rimane comunque una esperienza che, se vissuta con passione, insegna molto.
Prima di tutto a capire se stessi, perché un presidente, in questo contesto, capisce di esercitare un unico “potere”: quello di mettere in gioco le sue convinzioni personali e la sua disponibilità al servizio.
Inoltre, impara ad accettare e comprendere le critiche purchè non siano solo distruttive.
Impara a valutare e mediare certe situazioni di contrasto che possono insorgere tra gli associati ed a considerare le idee degli altri anche quando, inevitabilmente, collidono con le sue.
Bellissima esperienza si! Alla cui quasi conclusione ne rimpiango la brevità. E con emozione sento quasi un certo desiderio di poterla ripercorrere facendo tesoro dell’esperienza maturata.
Ho il dovere oltre che il desiderio di porgere un affettuoso ringraziamento a tutti coloro che in questi anni mi sono stati vicini dandomi l’opportunità di vivere questa emozionante e stupenda avventura.
Grazie!