L’Autista di mezzi di soccorso
Qualche riflessione sul ruolo


Quand’è che si ha un soccorso?
Ponendo questa domanda alla collettività senza dubbio ci sentiremo rispondere:
“quando una persona presta aiuto ad una bisognosa” e nel caso specifico di un soccorso sanitario, “quando i soccorritori arrivano sull’evento, prestano soccorso e portano la persona in ospedale”.
Sicuramente consultando un dizionario questa risposta rende bene l’idea, ma voglio evidenziare due parole significative e fondamentali: “arrivano” e “portano”.
Queste, danno un’idea dell’importanza del ruolo dell’autista di un mezzo di soccorso nella buona riuscita di un intervento.
Chi chiede aiuto ha, come prima necessità, che questo giunga, e noi autisti c’impegnamo con orgoglio affinché ciò avvenga. Il tutto in ogni modo sempre nel rispetto della sicurezza verso di noi, della nostra squadra di soccorritori e della collettività tutta che ci circonda e di cui fanno parte anche i nostri cari.
Condurre un mezzo di soccorso è un po’ come essere il portiere di una squadra di calcio: la gente difficilmente esulta per una parata con lo stesso ardore che dimostra per un goal, e così nel nostro caso; spesso l’immaginario collettivo dà per scontato che l’ambulanza arrivi, quando invece scontato non è. Anzi! Tutta la nostra determinazione, capacità, esperienza e buon senso spesso può risultare appena sufficiente! Il tutto può essere vanificato, in un attimo, dall’imponderabile che, sempre in agguato, è lì pronto a renderci impotenti nei confronti di chi in quel momento dipende dalla nostra azione. Difatti ciò che accomuna il portiere di calcio all’autista è che una papera di uno dei due può compromettere irreparabilmente il match facendo segnare una sconfitta che nella realtà quotidiana, differentemente da quanto avviene nello sport, può voler dire: “Vita”.
Ecco perché alla guida di mezzi di soccorso è indispensabile che vi siano persone accuratamente preparate a svolgere tale compito, profondamente istruite, allenate e consapevoli di ciò che gli è permesso fare.
Persone umili che non abbiano timore di mettersi in discussione crescendo un po’ di più giorno dopo giorno, servizio dopo servizio e, se tutti c’impegnamo partecipando ad incontri dove si uniformino le tecniche, si interpretino le leggi vigenti, (che spesso sono fatte da politici e non da tecnici, ma alle quali bisogna però attenersi e in base alle quali potremmo essere giudicati), riusciremo a diffondere la giusta filosofia dell’essere autista, che altra non potrebbe essere se non quella improntata alla massima SICUREZZA.